Quando incontriamo Clemente, direttore di Nisida Società cooperativa sociale, siamo molto, molto curiosi di sapere quale sia il nuovo progetto per il quale chiede il nostro intervento. Conosciamo Clemente non esattamente da lunga data, ma abbastanza da sapere che da lui ci possiamo aspettare progetti di un certo spessore.

Ci parla dell’intenzione di creare un timbro per i pellegrini e gli ospiti che transitano nell’Ostello al Deserto, una struttura ricettiva di Chiavenna ad alta vocazione sociale.
L’emozione viene subito a galla: quanta poesia ci può essere nel gesto di vidimare un documento con un sigillo come questo?

Clemente ci incarica di progettare questo simbolo, ci lascia piena libertà, ma chiede che venga rispettata un’unica condizione: il timbro deve contenere la frase “IN DESERTO PARATE VIAM” e il nome della città, ovvero Chiavenna. Noi, viandanti del design, ci sentiamo subito in cammino sulla strada del progetto.

Timbro in Deserto parate viam

Ora che il progetto è stato portato a termine con successo possiamo dirlo: avevamo di gran lunga sottovalutato il coefficiente di difficoltà! Abbiamo attraversato interi boschi di panico e scalato montagne di dubbi e perplessità. Fino a quando ci siamo lasciati condurre dalla più esperta delle guide: la Parola. Con la P maiuscola.

In deserto parate viam

La frase “In deserto parate viam” appartiene a un testo che è stato scritto alcuni secoli prima di Cristo, dal profeta Isaia: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”.
Quella voce è Giovanni Battista, la cui missione matura nel silenzio del deserto, in una solitudine che non è isolamento dal mondo, ma è ricerca di Dio.

La proposta che ha vinto ed è diventata a tutti gli effetti timbro, mette al centro la missione di Giovanni, che presta la sua voce alla parola di Dio. Una parola che chiama alla conversione, al cambiamento del cuore, per prepararsi ad accoglierlo. Perché Dio, tramite suo Figlio, ci chiede di accoglierlo, di lasciarlo entrare. Cancellando i nostri peccati e liberandoci dal male.

Spilla in Deserto parate viam

Ecco allora che in pochi segni, che adottano una grammatica visiva contemporanea, possiamo leggere ora una bocca aperta da cui ha origine la voce-parola che si propaga nello spazio e nel tempo, ora il cuore che si prepara alla conversione e alla liberazione dal peccato, simboleggiata da quel volo che sa proprio di libertà.

È stata un’impresa ardua, ma ce l’abbiamo fatta e la soddisfazione più grande è stata ricevere la richiesta di realizzare anche le spille, perché il simbolo è piaciuto così tanto da volerlo portare anche sul petto.