Progettare in dialetto

Gordona è il nostro paese di origine. Siamo cresciuti lì e anche se abbiamo vissuto tanti anni a Milano e ora a Chiavenna, rimane sempre il nostro paesello. Ci sono tanti aspetti che amiamo di Gordona e uno dei più forti è sicuramente la sua autenticità. È un paese semplice, senza fronzoli, diretto, spontaneo. Coeso quando serve, combattivo quando gli tocchi gli ideali, divertente quando è in bonaria compagnia e incomprensibile ai più quando parla in dialetto!

A proposito del dialetto, ho avuto la grande fortuna di impararlo e di coglierne il senso più profondo da mio papà – il Fanada – che non solo me lo ha insegnato, ma ancor più me lo ha restituito non come una lingua, ma come un modo di vivere semplice, genuino, concreto, consapevole e pragmatico. In una parola: autentico. Qui la prima caratteristica del nostro progetto di marchio DE.CO.: abbiamo lavorato in dialetto. Ci ha fatti avvicinare ancor di più all’anima di Gordona, alla sua storia, alle sue radici: alla sua identità. 

L’unica nota amara – per me – è non aver potuto condividere questo progetto con mio papà. Sarebbe stata la prima persona che avrei coinvolto e che, ne sono certa, mi avrebbe regalato, con piacere e orgoglio, un’infinità di spunti su cui lavorare. La prima cosa che abbiamo fatto, tuttavia, è stata rileggere le sue poesie dialettali e la seconda è stata chiamare e coinvolgere nel progetto il suo e nostro carissimo amico, appassionato cultore del dialetto e ambasciatore di storia e cultura del paese: il Mec. Con la sua preziosa collaborazione, abbiamo raccolto informazioni e spunti che sono stati fondamentali per tracciare la strada del progetto del marchio DE.CO.

Simulazione del certificato di attribuzione del marchio DE.CO. di Gordona

Che cos’è un marchio DE.CO.?

Il marchio DE.CO. è un riconoscimento ufficiale verso quei prodotti, attività, manifestazioni riconosciuti come tipici, che rappresentano in maniera originale e autentica l’anima, la storia e la cultura di un paese.

Attraverso la DE.CO. viene riconosciuta e comunicata ufficialmente la tipicità di un determinato prodotto, certificandone il legame storico e culturale con il suo territorio. Non si tratta di una certificazione di qualità, ma di una garanzia di autenticità, che mira a tutelare e valorizzare le risorse locali. È un riconoscimento verso prodotti, sapori e saperi che rappresentano il patrimonio culturale di un paese.

Simulazione dell'applicazione del marchio DE.CO. di Gordona a prodotti.

Le proposte 

Come nostra consuetudine, abbiamo presentato al committente – in questo caso l’Amministrazione comunale – tre differenti proposte di marchio DE.CO., giudicate tutte valide e che hanno scatenato, come da manuale, la prima ondata di commenti e preferenze. È stato persino divertente ascoltare i primi riscontri e vedere come, nel giro di poche ore, le preferenze cambiavano continuamente. Bisogna sempre prendersi del tempo per lasciare sedimentare le proposte, riguardarle con calma, rivalutarle, confrontarsi. Le scelte “di pancia” non sempre sono le migliori. Almeno non per un marchio.

Noi di Playdesign generalmente abbiamo una nostra proposta preferita tra quelle che sottoponiamo ed è quella che consideriamo oggettivamente la più forte ed efficace. Ma non questa volta: facevamo il tifo per due diverse proposte. Ovviamente non lo abbiamo esplicitato, se non quando il sindaco ci ha messi con le spalle al muro e ce lo ha chiesto senza tanti giri di parole. A quel punto abbiamo giocato a carte scoperte… e chi ha vinto la partita?

Il marchio DE.CO. di Gordona nella versione estesa e sintetica.

Il marchio DE.CO. di Gordona nella versione estesa e sintetica.

La nöda

La partita l’ha vinta la proposta che abbiamo chiamato “La nöda”.
A Gordona si usa l’espressione “la nöda lé quela” quando i tratti somatici del volto di una persona presentano caratteristiche facilmente riconducibili alla fisionomia comune al suo ceppo familiare. È un insieme di caratteristiche somatiche che identifica in maniera inconfondibile e unica una famiglia, diventando segno rappresentativo e riconoscibile di un’identità familiare.

Ecco il nostro obiettivo: creare la nöda di Gordona.

Ma cos’è esattamente la nöda?
Deriva dalle antiche consuetudini, comuni ad altri paesi lombardi, relative all’allevamento, in modo particolare di pecore e capre. Questi animali dovevano subire, già a poche settimane dalla nascita, un’incisione sull’orecchio destinata a rimanere per tutta la vita. Era un segno di riconoscimento: uno o più fori o tacche di forma diversa e disposte in vario modo sull’orecchio destro o sinistro, nella parte superiore o inferiore.

In paese ogni famiglia aveva un proprio segno: in questo modo era facile ricondurre ogni animale al suo proprietario. Un vero e proprio marchio.

Per creare la nöda di Gordona abbiamo utilizzato un segno che già appartiene al paese, ovvero la mappa dei confini comunali. Un tratto interessante prima di tutto perché già insito nell’identità del paese, poi perché il marchio DE.CO. traccia i confini ideali di ciò che è autentico del paese e ciò che non lo è, infine per il fatto che è un segno che ha una dimensione non solo fisica, ma anche temporale. Solo pochi anni fa infatti, quando Menarola era comune a sé, i confini comunali – e quindi la relativa nöda di Gordona – avrebbero generato un segno diverso da oggi.

I colori

I colori hanno una forte valenza emotiva, leva fondamentale nei sistemi di identità visiva. I colori veramente efficaci sono quelli che corrispondono ai bisogni, reali o immaginari, che la personalità di una marca promette di soddisfare.

Il colore caratterizzante del marchio DE.CO. di Gordona è il verde, colore che rimanda a natura, freschezza, fertilità ma anche gelosia (cari gordonesi, intendo gelosia buona… quella che nasce dal forte legame col paese). In questa versione che vira verso il turchese, trasmette rassicurazione, fiducia, stabilità. Dietro la scelta di questo colore si cela anche un richiamo cromatico storico alle facciate delle case del paese, caratterizzate dal verderame che veniva erogato sulle pergole adiacenti alla maggior parte delle abitazioni del paese.

Il colore secondario è il marrone scuro, colore della terra fertile. È il colore conservatore per definizione: significa tradizione, amore per le proprie origini, equilibrio e tenacia.

Le proposte di marchio DE.CO. di Gordona presentate in fase di progetto.

Le proposte presentate: 01 – La nöda, 02- La lobia, 03 – I terman.

Le proposte scartate

LA LOBIA

Dal vocabolario Treccani: lòbia s. f. – In Piemonte e Lombardia, il ballatoio o loggia coperti delle case modeste.

Abbiamo fatto un giro per il paese attraverso foto scattate trent’anni fa e raccolte prima in una mostra fotografica curata dalla Biblioteca di Gordona e poi nel calendario di Gordona 2018. Impossibile non notare la presenza della lobia sulla facciata di quasi tutte le case.

Abbiamo fatto un giro per il paese oggi e abbiamo notato come questo elemento sia stato conservato nelle vecchie case e nobilitato nelle abitazioni ristrutturate del centro storico del paese. Un elemento di memoria che racconta un modo di vivere modesto.

Abbiamo fatto, infine, un giro per il paese attraverso la nostra memoria di bambini e sì, il ricordo delle lobie delle case di Gordona è limpido e associato a un particolare che non poteva certo passare inosservato: mazzi di pannocchie dorate intrecciate e appese sui pali di legno (che per l’equilibrio della composizione abbiamo rappresentato a “pancia in su”). Erano una calda presenza che scaldava l’atmosfera del primo freddo autunnale. Non era certo un elemento decorativo, ma da lì si procedeva poi alla sgranatura e alla macinatura al mulino, per ottenere la farina gialla. E poi pult, polenta e infine focaccia: il vero piatto tipico di Gordona. 

I TERMAN

Il marchio DE.CO. può essere idealmente considerato un riferimento che segna il confine tra ciò che viene riconosciuto come tradizionale tipico gordonese e ciò che non lo è. Questa premessa ci ha spinti ad approfondire e lavorare sul concetto di confine territoriale a Gordona, ovvero i terman.

Il terman è generalmente una pietra ben ancorata nel terreno che segna il punto di confine tra una proprietà e l’altra. Rappresenta (o almeno dovrebbe!) un riferimento assoluto, indiscusso e inconfutabile.
L’aspetto che più di tutti ha catturato la nostra attenzione sta, in particolare, in ciò che si nasconde sotto al terman, celato nel terreno. Sotto, infatti, esattamente in corrispondenza del terman – ed è ciò che lo rende incontestabile – viene interrato un sasso diviso in due metà che si corrispondono a vicenda: sono i teštamuni, i testimoni che garantiscono in maniera certa e inattaccabile che quello è il confine.

Nella terza proposta abbiamo rielaborato questa idea dandole nuova vita: invece di materiali inerti, statici e privi di vita, abbiamo rappresentato i teštamuni come una radice divisa a metà, che assorbe dal terreno della storia del paese il nutrimento necessario a far germogliare vita (sotto forma di prodotti, idee, tradizioni, …).

Solo tenendo vive le radici di un paese, infatti, si può riconoscerne l’identità.