La lunga storia della chiesa di Alvar Aalto a Riola

Questo il titolo del documentario realizzato nel 2018 da Immagica Film che racconta la tanto tortuosa quanto avvincente storia della chiesa progettata da Alvar Aalto negli anni ’60 per una piccola parrocchia dell’Appennino bolognese.
Pur essendo l’unica opera italiana di uno dei più grandi maestri del Movimento Moderno, la chiesa di Riola di Vergato è rimasta quasi sconosciuta ai più per quarant’anni e risulta inspiegabilmente poco nota anche agli addetti ai lavori.
Il documentario va alla scoperta di questa preziosa opera e restituisce l’interessante vicenda, lunga ben 13 anni, che portò alla sua edificazione attraverso un punto di vista insolito, quello di un giovane studioso dell’architettura di Alvar Aalto.

Interno della chiesa di Riola progettata da Alvar Aalto.

Interno della chiesa di Riola progettata da Alvar Aalto.

Opera innovativa e affascinante, sia perché esprime nel progetto l’importante rinnovamento che coinvolge la Chiesa in seguito al Concilio Vaticano II, sia perché abbraccia attorno a sé una piccola comunità che arriva persino ad autotassarsi pur di renderne possibile la costruzione. Questa è l’eccezionalità dell’opera di Aalto: una partecipazione corale senza precedenti.
“Noi cercavamo la chiesa dell’umanità”
, una chiesa che non fa sfoggio di monumentalismo, ma che fonde in unità architettura, liturgia e realtà raccogliendo una comunità di fedeli attorno a un altare.

I registi Roberto Ronchi e Mara Corradi ci hanno chiesto di progettare l’identità visiva del film e per farlo siamo partiti proprio da questi concetti, oltre che dall’opera architettonica in sé, la quale colpisce per la semplicità delle linee, la purezza della materia e il sapiente utilizzo della luce, che sfrutta la natura circostante e che diventa essa stessa spiritualità.

Locandina film Non abbiamo sete di scenografie

Nasce da tutti questi spunti l’idea di lavorare in purezza, con pochi segni e poche linee, che descrivono gli spazi interni della chiesa restituiti come fossero uno schizzo a mano. Desideravamo, infatti, dare continuità a quello schizzo su carta che Alvar Aalto tracciò al tempo utilizzando una matita sanguigna e che purtroppo non ebbe la fortuna di vedere tramutato in opera architettonica. Questo il motivo per cui la tonalità predominante della comunicazione visiva del film è il colore di quella matita.

Pack DVD film Non abbiamo sete di scenografie

Le curve che descrivono i grandi archi della struttura della chiesa volutamente escono dal campo visivo (sulla locandina, così come sul packaging del DVD, sul roll-up, …) affinché lo spettatore possa idealmente proseguire nello spazio quelle stesse curve, sentendosi così parte integrante dell’opera stessa.

Cartolina film Non abbiamo sete di scenografie
Desideravamo, inoltre, rappresentare la grande umanità che emerge in maniera preponderante in tutta la vicenda. Guardando il film, ci aveva colpito particolarmente l’immagine di Aalto che – commosso – si toglie il cappello quando viene calorosamente accolto dai riolesi. Abbiamo voluto restituire in maniera grafica questo gesto, un gesto umile di saluto, di rispetto e di ringraziamento: un gesto di umanità che ha trovato spazio sul retro della cartolina promozionale del film.

Roll-up per le presentazioni del film Non abbiamo sete di scenografie