Qui dove viviamo, ogni mercoledì sera un gruppo di persone si riunisce per recitare il rosario, secondo le intenzioni della comunità. Durante la settimana, chiunque voglia può consegnare le sue intenzioni ai sacerdoti, cosicché il gruppo di preghiera possa orientare le invocazioni e il pensiero in quella particolare direzione. Uniti dallo stesso obiettivo, la preghiera si fa più potente.

L’intenzione è il tendere verso qualcosa, l’orientamento della coscienza verso un fine che desideriamo si realizzi, è la direzione della volontà. C’è quindi una spinta che muove l’animo umano e, nel metterla in comunione con un gruppo di persone, si radica e sembra moltiplicare l’efficacia dell’agire verso il raggiungimento dell’obiettivo.

Elevare a potenza

Spostiamoci ora dal contesto spirituale e torniamo a quello professionale. Non succede forse la stessa cosa? Pensiamo a un brand che amiamo. Lo seguiamo e ne siamo in qualche modo affascinati e ispirati, perché ritroviamo nei suoi anche i nostri valori, nella sua visione anche la nostra. Potremmo dire che siamo mossi dalle stesse intenzioni, che polarizzano il nostro sentire e il nostro agire. Diventiamo così non solo clienti di quel brand, ma anche seguaci e soprattutto ambasciatori, amplificandone esponenzialmente la portata. Teniamo l’attenzione alta sul brand, ci lasciamo coinvolgere in ogni esperienza che offre, desideriamo tenerlo nel taschino in alto a sinistra e lo promuoviamo attraverso i nostri canali comunicativi. L’intenzione muove il brand e noi con lui.

gruppo di uccellini che volano tutti nella stessa direzione dirigendosi verso il centro di un bersaglio.

Con senso chiama consenso

Cosa accade quando questa intenzione non c’è? Se manca una direzione della volontà, non c’è tensione verso qualcosa e non c’è alcuna spinta. Si cammina senza meta, si procede per inerzia, reiterando quotidianamente azioni che, giorno dopo giorno, vanno svuotandosi di senso.

Nel mentre, anche il pubblico di quel brand si sentirà svuotato e pian piano (più verosimilmente veloce veloce) abbandonerà questo vagare senza direzione, immettendosi naturalmente su nuove traiettorie che intercettano l’interesse, disseminate di stimoli e valori in cui credere, fianco a fianco.

Se l’intenzione intercetta il sentire umano su un terreno comune, creando avvicinamento e spinta all’azione, la sua mancanza non può generare punti di incontro e convergenza e sarà causa di allontanamento. Come brand, dovremmo preoccuparci un po’ meno del che cosa, soprattutto quando nasce da input che non sono allineati con la nostra identità e personalità, e occuparci di più del verso che cosa. Ogni azione che nasce dall’energia dell’intenzione, infatti, ha un impatto notevole sulle persone, che si sentono coinvolte e motivate a fare. Stiamo agendo secondo una visione e dei valori, verso obiettivi di miglioramento e con una postura nel mondo che nasce dalle caratteristiche della nostra personalità? Oppure siamo spinti dall’ansia del fare e dalla paura di restare indietro? Stiamo dando senso o lo stiamo togliendo? La differenza si vede e, soprattutto, si sente.

Riflettendoci, credo sia la presenza o meno dell’intenzione anche a chiarire da subito se un progetto che ci viene affidato possa avere più o meno risonanza e successo. Quando l’azienda ci chiede di sviluppare un progetto consegnandoci contestualmente un sentire sincero, un’esigenza, una direzione della volontà, allora ci sentiamo subito come in quel gruppo di preghiera del mercoledì, mossi dalla stessa intenzione e animati da un’energia particolare che smuove e moltiplica l’efficacia del nostro agire comune. Al contrario, quando l’azienda non sembra spinta da intenzione, tutto si opacizza, si affievolisce e si svuota di senso. Succede ad esempio quando ci viene chiesto di fare qualcosa “perché lo fanno i competitor e allora mi devo adeguare”, oppure “perché me l’ha detto il guru del momento”. Queste, per noi, non sono leve valide. Non sono sentite e non sono autentiche. Si rimane fermi nella paralisi della mancanza di orientamento.

Date le premesse

Ma l’intenzione basta a dare gambe al brand per camminare sulla strada del successo? Noi pensiamo che sia condizione necessaria, ma non sufficiente. Sono tanti i tasselli che servono a completare il mosaico. Alcuni li abbiamo posati qua e là tra le righe di questi contributi che di tanto in tanto abbiamo il piacere di scrivere e condividere con te, ma tanti devono ancora trovare il loro posto per continuare a comporre questo incastro infinito.

Nel frattempo, il nuovo anno ha già staccato i piedi dai blocchi di partenza e notoriamente questo è il momento più propizio per pensare a buoni propositi. Allora questa è una domanda che può risuonare sia come brand che come persona: tu che intenzioni hai?