Dimmi che l’hai vista anche tu la nostra strepitosa Italia la scorsa domenica alle Olimpiadi di Tokyo 2020! Dieci minuti per cuori forti! Tutti pazzi per il doppio oro: quello al collo di Gianmarco Tamberi, meraviglioso nella finale del salto in alto, e Marcel Jacobs fenomenale nei 100 metri. Dieci minuti che hanno risvegliato l’adrenalina prepotente e la gioia incontenibile della recente vittoria della Nazionale agli Europei di calcio. È proprio vero che lo sport fa bene! 😉

Mi avete convinto

Tutti sul podio

Ancora un poco increduli e magari con le lacrime in tasca, sulle prime note dell’Inno di Mameli siamo tutti lì, occhi puntati sullo schermo per seguire la premiazione dei nostri campioni. Tutti lì, sul podio anche noi (ahi ahi l’assembramento!). Tutti lì, col cuore in gola e quell’orgoglio che ci rende fieri della nostra nazione e anche un po’ di noi stessi, come se avessimo gareggiato anche noi insieme ai nostri atleti. E nel groviglio della pancia proviamo stima, rispetto e fiducia. Pensare che fino a pochi minuti prima erano quasi degli sconosciuti… ma improvvisamente diventano i nostri beniamini, perché ci offrono l’occasione di sentirci anche noi dei vincenti. E tutti noi desideriamo avere successo e diventare la versione migliore di noi stessi.

Aggiungere valore

Da queste esperienze di successo che hanno dato lustro all’Italia nel mondo – non solo dello sport – ho avuto la conferma che per essere considerati e riconosciuti dalle altre persone, dai nostri cari, dal nostro capo, dai nostri clienti, occorre intercettare quegli elementi che davvero aggiungono valore nella loro vita. Facile con una medaglia d’oro al collo! Ma prima di vincerla?

Prima bisogna imparare a porsi le domande giuste per scoprire ciò che conta nella loro vita. Domande che possono guidare poi il tuo interlocutore a capire che vantaggio riceve da te, dal prestare attenzione alle tue parole, dal concederti la sua fiducia o dall’affidarti un incarico di lavoro.
Lo devi convincere.
Un verbo che prima mi puzzava di forzatura e inganno, quasi un voler estorcere un consenso sulla base di promesse aleatorie. Verbo che oggi, invece, profuma di buono. E non per le tracce di oro olimpico che rimbalzano ancora tra i neuroni del cervello (però forse un po’ sì, dai!). Piuttosto, avevi mai fatto caso che “convincere” è composto da “vincere-con”, vincere insieme? Perché mi convinci di ciò che sei e racconti di te solo se a vincere siamo entrambi.

Tamberi e Jacobs ci hanno già convinto conquistando quella medaglia, che è un po’ di tutti. Ora tocca a noi. Tutti noi. Cosa possiamo fare di diverso e più efficace per sapere noi per primi e far sentire agli altri quanto valiamo?

Ti auguro che il ritmo morbido dell’estate sia propizio per farti davvero questa domanda e iniziare a metterti in ascolto della risposta. Perché la risposta arriva, se la sappiamo cercare e accogliere.