L’estate galoppa veloce e noi continuiamo ad allenarci con l’obiettivo di arrivare a settembre in forma e carichi di nuova energia. Ti abbiamo già parlato della nostra scheda di allenamenti fatta di 9 punti e siamo ora giunti agli ultimi 3. Giusto per ricapitolare, qui trovi la prima parte e qui la seconda, dove abbiamo parlato di Curiosità, Empatia, Voglia di sperimentare, Osservare, Coraggio e Senso pratico.

Concludiamo allora la nostra scheda, sperando possa esserti d’ispirazione per irrobustire i muscoli della creatività. Bando alle ciance e veniamo a noi.

disegno del cervello posizionato sul rullo di un tapis roulant

7. Studio

Una domanda che qualche volta ci viene rivolta da anime adolescenti è: quali sono le materie di studio utili per un progettista? La risposta che siamo soliti dare non piace mai! Le materie utili al design sono tutte! Matematica, storia, arte, filosofia, italiano, latino, fisica, chimica… insomma, davvero tutte. È un po’ come raccontava Steve Jobs nel suo discorso alla Stanford University, nel quale ricorda che persino il corso di calligrafia in cui era incappato al college per pura curiosità, gli fu utile quando stavano progettando il primo computer Mac.

“Dovete avere fiducia che i puntini che ora vi paiono senza senso possano in qualche modo unirsi in futuro” e i puntini a cui allude non sono quelli sulle i, bensì sono tutte le cose che impariamo nel nostro percorso, di vita prima ancora che di studi. Per lungo tempo è probabile che rimaniamo con la sensazione addosso che gran parte di quello che stiamo studiando non avrà alcuna applicazione nella nostra vita, personale e professionale. Fino a che arriva il giorno in cui diventi progettista e ti rendi conto che le idee che si accendono di volta in volta nella testa attingono a quel calderone di nozioni, informazioni e know-how che ti sei costruito in anni e che continui ad alimentare per tutta la vita. I puntini si uniscono da soli e generano disegni sempre diversi e sempre pregni di senso.

Questo è davvero un mestiere in cui non si smette mai di imparare. Poco prima di scrivere questo testo ho ordinato 4 libri che sono certa andranno ad aggiungere nuovi puntini sulla tela del mio quadro.

8. Squadra

Sento di voler ribadire un proverbio africano che ho già citato altre volte: “Da soli si va più veloci, ma insieme si va più lontano”. Questo il senso di fare squadra, di lavorare insieme, di collaborare per unire più punti vista, più esperienze, più competenze, più specificità. Un più che aggiunge davvero tanto valore. E ogni progetto ne beneficia e ringrazia portando risultati gratificanti.

Fare squadra, però, non è così semplice. Per questo serve fare allenamento, cosa che, tutto sommato, invece è abbastanza facile. O almeno è facile avere occasione di praticarlo tutti giorni. Abituiamoci, per esempio, ad ascoltare e rispettare ogni persona in qualsiasi contesto, ad aiutarci e organizzarci in famiglia, nelle associazioni a cui apparteniamo, sul lavoro, a interagire con le altre persone e ad apprezzarle per il contributo che portano, pur piccolo che sia. Cerchiamo di non dimenticare che ogni persona intorno a noi può insegnarci qualcosa, sempre.

Un buon modo di allenarsi a fare squadra è anche imparare a comunicare in maniera assertiva, ovvero attraverso una modalità espressiva, di interazione e un linguaggio che sanno trasmettere all’altra persona un atteggiamento partecipe e non di contrapposizione. Spesso, infatti, siamo vittime di quella spinta competitiva che ci pone in relazione con gli altri con una postura di agonismo, a volte persino con intento denigratorio. Ecco, questo non fa bene e non fa squadra. Pensiamoci.

9. Immaginazione

L’ultimo punto della nostra scheda di allenamento ci piace tantissimo. Anche di questo abbiamo già un po’ parlato qui e là nei nostri testi, ma, come dicevano i latini, “repetita iuvant”. Quest’ultimo allenamento possiamo tradurlo in un piacevole imperativo: rimaniamo bambini! Perché è proprio da bambini che impariamo a capire il mondo attraverso il gioco, che altro non è che un meraviglioso e potentissimo esercizio di immaginazione. Un esercizio che ci permette di provare, esplorare, sbagliare e imparare dai nostri errori. Giochiamo allora, giochiamo ancora! Noi lo facciamo. Non solo con i Lego (se ci conosci bene sai che siamo amanti dei famosi mattoncini!) ma anche con i colori, con le parole, con le forme… e poi con gli oggetti, con l’arredo, con i tessuti, con i profumi, con le sensazioni, con i pensieri e con il corpo. Qual è la condizione di partenza? La voglia di sognare, che porta con sé il desiderio di un domani migliore. Se lo sappiamo immaginare, scopriamo presto anche quale sia la direzione per costruirlo.