Continuiamo a parlare di branding con la formula dei do’s and don’ts che abbiamo scelto di adottare.
La pagina del Taccuino che precede questa era dedicata al primo don’t: Non ti fermare, declinato in tre buone pratiche. Se ti interessa dare una rilettura, puoi trovare il testo qui.
Oggi viriamo il discorso in positivo e ci apriamo a un do fondamentale, da cui dipende buona parte del successo di un brand: Inizia da dentro.

Dare vita a un nuovo brand o, ancor più, iniziare un percorso di rebranding, è sempre un momento molto delicato. Spesso diciamo che essere brand è un po’ come essere una persona, con carattere, personalità, voce, anima, testa e cuore.
Ogni individuo impiega tempo per capire chi è. Deve sperimentarsi, con curiosità e desiderio di conoscenza. Per un brand vale lo stesso?

uccellino verde in volo. Nel becco tiene un fagottino, che fa pensare a una nuova creatura.

La nascita di un brand

Anche un brand necessita di essere concepito e di un tempo di formazione e sviluppo, tanto delicato quanto naturale. Questo tempo non è definito, ma certamente la sua durata non può ridursi a pochi giorni. Servono settimane affinché tutti gli apparati del sistema siano pronti a fare il loro lavoro, indispensabile al funzionamento e alla buona salute del brand stesso.
A differenza, però, della persona, che spenderà anni per costruirsi una sua visione, il suo bagaglio valoriale e la sua missione nel mondo, un brand tutte queste cose le deve già avere prima di affacciarsi nell’universo là fuori.

Le prime domande

Consigliamo di iniziare il percorso di creazione di un brand – o di rebranding – da dentro. Branding è relazione, il che significa creare contatto e legame con le persone. Le prime persone da considerare sono quelle che stanno dentro al brand: in primis i genitori, ovvero coloro che vogliono dare – o ridare – vita alla marca. Ma non solo; ci sono anche le persone che già lo vivono da dentro: personale dipendente, investitori, stakeholder.

Per portare un’azienda a diventare brand, serve condividere col suo pubblico interno alcune domande basilari:

  • Perché? La risposta a questa domanda contiene le motivazioni essenziali che creano la base di condivisione e orientano la traiettoria di sviluppo
  • Dove vogliamo arrivare? Qui dentro c’è il seme della visione del brand, ovvero il suo scopo nel mondo
  • Come pensiamo di arrivarci? Qui, invece, troviamo la missione del brand, cioè cosa intende fare ogni giorno per accorciare sempre più la distanza al raggiungimento della sua visione
  • In cosa crediamo? Qui si parla di patrimonio valoriale, che non deve mai rimanere solo sulla carta, ma deve essere la bussola del brand nella sua avventura nel mercato.

Continueremo il nostro viaggio nel branding tra do’s e don’ts. Alla prossima!