La foto ricordo migliore della tua vita, quel vecchio dipinto a cui sei tanto affezionato, il quadro a cui hai fatto la corte per anni: la tua casa non è forse una piccola galleria d’arte?
Le pareti sono pagine bianche sulle quali scriviamo il nostro personale racconto fatto di immagini. Ogni volta che ne rileggiamo un capitolo veniamo trasportati dalla corrente delle emozioni.
Ogni ricordo, per il tesoro che rappresenta, merita una bella cornice. La scegliamo con cura, oppure la facciamo fare dal corniciaio, o magari la costruiamo con le nostre stesse mani, ma una cosa è certa: c’è sempre un legame a filo doppio tra l’opera e la sua cornice. L’una valorizza l’altra.

La cornice all'opera

5 anni fa io e Federico abbiamo scelto la nostra cornice. Stavamo per lasciare Milano alla volta di Chiavenna ed eravamo alla ricerca di uno spazio per farci il nostro studio. Un amico di famiglia ci porta a vedere uno spazio in affitto. Le condizioni in cui versava erano di una tale trascuratezza che ci è arrivata dritta come un pugno nello stomaco. Polvere, sporcizia, umidità, incuria. La peggiore delle condizioni. Ci spolveriamo un attimo gli occhi, guardiamo appena fuori dalla porta e la cornice che vediamo è meravigliosa: di fronte un giardino segreto in fiore, nel cortile il pozzo dei desideri, alle spalle un antico mulino, a qualche decina di metri un castello medievale e oggi, a pochi passi, anche una splendida biblioteca. Un quartiere ricco di storia, che ha lasciato tracce indelebili di passate attività artigiane e poi tanta, tanta energia positiva che la senti proprio sulla pelle. Dentro una cornice così, potremo mai fare cose brutte?
Quello spazio trascurato e sporco è diventato il nostro studio.

Benefico influsso

Non è forse più buono il vino se lo sorseggi da un bel calice?
La giusta cornice valorizza ciò che accoglie, ne esalta le qualità. Ma non solo.
Ogni giorno apriamo la porta del nostro studio col sorriso sulle labbra e l’entusiasmo per ciò che andremo a fare e questo accade perché il contesto esercita un benefico influsso su di noi e, per proprietà transitiva, anche su quello a cui stiamo lavorando. Sono certa che se lavorassimo in uno scantinato buio di una via desolata nella periferia di un quartiere senza anima, non riusciremmo a concepire idee buone come pane fragrante. Lo scenario in cui siamo ci influenza e condiziona, ma soprattutto ci ispira. E noi ci lasciamo volentieri solleticare da questo vento propizio. Non vogliamo però che sia un rapporto impari. Attorno a noi c’è così tanta bellezza che non possiamo che esserne grati e l’unico modo che abbiamo di dimostrare riconoscenza concreta è provare ogni giorno a dare vita a progetti belli, forti e sani. Lo sentiamo come un dovere morale: la cornice ci chiede di essere all’altezza della sua bellezza e noi rispondiamo facendo il nostro meglio per tentare di esserlo. 

La cornice invisibile

Siamo fortunati – è vero – a vivere e lavorare in un posto così. Ma la preziosa cornice che nobilita ciò che accoglie non è fatta solo di quartieri e di città.
È fatta di tutto ciò di cui scegliamo di attorniarci.
È fatta di cultura, di saperi e conoscenza.
È fatta di esperienze, tentativi e anche fallimenti.
È fatta di scambi, di confronti e relazioni.
È fatta, soprattutto, di persone.
Sono le persone la nostra cornice preferita e senza dubbio la più potente. Quelle che sentono il vento propizio in ogni cellula della loro pelle, quelle che espandono i loro confini per accoglierti, quelle che ti abbracciano con la loro energia e, facendolo, diventano la tua cornice dorata. Quelle che leggono queste parole e si emozionano.

Siete la nostra energia. Siete la nostra cornice più bella.