Ti è mai capitato di trovarti in una situazione che non sei riuscito a risolvere, perdendoti in un bicchier d’acqua?
Anche un problema semplicissimo a volte può trasformarsi in un ostacolo insormontabile. Poi arriva qualcuno in tuo aiuto, trova una soluzione non ovvia e pensi: “Ma che cretino, perché non c’ho pensato?”. Ti farà piacere sapere che il perché esiste eccome.

La soluzione c’è, alla giusta distanza

Una domenica d’agosto di svariati anni fa, la mia famiglia decide di passare la giornata in montagna. Tutto perfetto, se non che appena arrivati lo sciacquone del bagno della nostra baita smette di funzionare. Smontiamo, apriamo e troviamo una guarnizione sbriciolata. Ecco il problema. Come risolverlo? Ovvio, chiamando un idraulico. E dove lo trovi un idraulico disponibile in una splendida domenica di metà agosto?

Non ho alcuna intenzione di mandare a monte la domenica, dunque entro in casa e, in cerca di ispirazione, apro gli unici due armadietti che abbiamo: piatti, bicchieri, pentole, tazzine e un pacco di pasta scaduto 7 anni prima. Niente di buono. Apro allora il cassetto: una manciata di posate, una presina sgualcita, un cucchiaio di legno e… lì in mezzo ai residui di fuliggine, spunta un paio di guanti di gomma. Bingo! Prendo il mio coltellino multifunzione (inseparabile compagno di vita!), sacrifico i guanti e ci taglio dei dischi. Li sovrappongo, li sostituisco alla vecchia guarnizione e… sciacquone riparato! La domenica è salva e io mi sento MacGyver!

La giusta distanza

Prendere le distanze

Cosa mi ha permesso di pensare a una soluzione alternativa, utilizzando oggetti in modo diverso rispetto a quello solito così da aiutarmi a risolvere il problema?
Spesso soffriamo di fissità funzionale, ovvero rimaniamo influenzati e vincolati dal modo abituale di vedere oggetti, concetti, servizi, facendo molta fatica a immaginarli in modo diverso. La buona notizia è che possiamo imparare a vedere le cose in modo nuovo: dobbiamo prendere le distanze dalle idee preesistenti.

È stato prendendo le distanze dall’idea tradizionale di bottiglia che è nata la bottiglia di ketchup rovesciata, risolvendo così il problema di schizzarsi nel tentativo di far uscire la salsa.
Ed è stato prendendo le distanze dall’uso per cui è nata, che una maschera per snorkeling è servita per creare respiratori nell’emergenza Covid.

Una nuova prospettiva

Cosa possiamo fare per liberarci dalla rigidità mentale che ci impedisce di vedere le cose in modo diverso? Dobbiamo imparare a pensare in modo diverso. E per pensare in modo diverso, dobbiamo comportarci in modo diverso: i comportamenti nuovi, infatti, ci aiutano a liberarci dal modo di pensare abituale.
Ma in pratica come si fa?

Si tratta di fare una cosa semplice: sperimentare qualcosa di ordinario in modo nuovo, provando l’emozione della sorpresa. Da domani, quindi, proviamo a indossare occhiali sempre diversi per vedere quel mondo che fino a oggi ci è sempre sembrato uguale. Anche il semplice tragitto che facciamo tutti i giorni, può diventare ogni volta un’esperienza unica e diversa. Succede così che se un giorno ci concentriamo solo sulle insegne dei negozi, scopriamo che diventano messaggi parlanti; se decidiamo di ascoltare i rumori, scopriamo che compongono una piacevole melodia; se decidiamo di annusare gli odori, scopriamo che ogni casa sta raccontando una storia; se decidiamo di fare la strada in compagnia, scopriamo che il tragitto diventa la pagina di un libro.

Se cambiamo il nostro sguardo, scopriamo che cambia tutto e che ci sono al mondo molte più risorse e soluzioni di quel che pensiamo. Stanno proprio lì, alla giusta distanza.