Sei in piedi al centro di una stanza. Occhi chiusi e braccia allargate. Dietro di te c’è una persona. Immagina chi vuoi. Ora questa persona ti chiede di lasciarti andare all’indietro, assicurandoti che ti prenderà e non ti lascerà cadere. Che fai: ti butti?
Quando Jovanotti canta “Mi fido di te” lo senti proprio quell’abbandono totale. Lui sceglie di avere fiducia, di “stendersi sopra al burrone e di guardare giù”, perché “la vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare”.
Tutti abbiamo bisogno di qualcuno di cui fidarci, anche se spesso preferiamo credere – mentendo a noi stessi – che possiamo fare tutto da soli, senza bisogno di nessuno. Eppure lo sentiamo spingere quel desiderio di abbandonarci, di essere ovunque come a casa, dove sai che puoi essere te stesso, senza condizionamenti. Abbiamo un grandissimo bisogno di fidarci, perché abbiamo un grandissimo bisogno dell’altro.

Cosa sei disposto a perdere?
Ancora Lorenzo Jovanotti presta la voce ai nostri silenti quesiti: cosa sei disposto a perdere fidandoti dell’altro? Sono mille le paure che ci frenano, ma al primo posto metterei la paura di cedere un centimetro della barra di comando dell’aeroplano della nostra storia. Perché l’avidità sorda di voler pilotare ogni singola esperienza senza mai perdere il controllo ci fa sentire onnipotenti, invincibili. Non ho nemmeno bisogno di scoprire se mi butterei all’indietro fidandomi che qualcuno mi prenda. Non ho bisogno di alcun qualcuno.
È proprio a quel punto che cadi. Pensare di poter fare a meno dell’altro vuol dire andar contro all’evoluzione. Senza il tessuto sociale dentro il quale siamo fili intrecciati, infatti, saremmo impantanati in un punto piuttosto basso della scala evolutiva.
Con la mano ben salda sulla tua cloche, dunque, puoi illuderti di essere padrone della traiettoria del tuo successo, ma scoprirai presto che è un volo a bassa quota.
Eppure mi va
“Forse fa male eppure mi va di stare collegato”, cito un’ultima volta Lorenzo. Forse fa male, certo, ma forse no. Nessun professionista può darti a priori la certezza di portare il tuo brand ad alta quota, ma nessun professionista ti può far volare alto se tu non riesci a lasciarti andare nelle sue braccia.
Eppure mi va – a me professionista – di stare collegato, di stare dietro di te per prenderti e portarti più in alto possibile.
I professionisti sono equipaggiati per questo volo.
E a te va di spostare la mano dalla barra dei comandi?