Il tuo brand che personalità ha? È più innocente o seduttivo? Immaginativo o realista? Conciliante o risoluto? Sono tante le domande che nascono quando siamo chiamati a lavorare all’identità di una marca, ai suoi codici visivi e linguistici, alla sua comunicazione. Sono interrogativi apparentemente semplici, le cui risposte contengono l’incredibile potere di gettare le più solide basi del brand: una consapevolezza imprescindibile per orientare ogni azione successiva e avere successo nella costruzione della relazione col pubblico.

La marca come persona

Parlando di brand, parliamo di relazione con le persone. Le dinamiche sono le stesse: ci si nota, ci si avvicina, ci si conosce, si entra in empatia, si crea interesse e fiducia, ci si innamora. Per questo è utile e strategico concepire e visualizzare il brand proprio come se fosse una persona, col suo carattere, gusti, modo di fare, parlare, relazionarsi. Questa persona, però, non coincide con il titolare dell’azienda e nemmeno con chiunque altro abbia un ruolo o una carica in azienda. La marca è un’entità altra, con le sue preferenze, il suo stile, il suo agire che non è sovrapponibile a quello di nessuno.

un uccellino verde è di fronte a due specchi: in uno si vede in un modo, nell'altro si vede diversamente. Sopra la sua testa c'è un punto di domanda

Come si fa a immaginare la marca come una persona? È un esercizio non banale: serve dismettere i propri panni di persona e indossare quelli del brand, ovvero sforzarsi di mettere il proprio ego in modalità silente per far parlare il brand. Per esempio, io posso essere la persona più conciliante del mondo e il mio brand essere, al contrario, assai risoluto. Il titolare di un’azienda potrebbe essere per carattere molto premuroso e rassicurante e la sua marca, invece, incoraggiante ed esortativa. È fondamentale, quindi, non proiettare il proprio sé nella marca, ma riuscire, al contrario, ad avere sufficiente distacco per considerarla entità a parte. Il rischio, altrimenti, è di generare un risultato falsato, che non corrisponde alla vera natura della marca. E da questo equivoco poi, a cascata, seguono una serie di passi falsi che indeboliscono il brand, fino a sgretolarlo.

Chi e non cosa

Provando a visualizzare la marca come una persona, alla ricerca della sua personalità, è facile anche commettere un’altra ingenuità, ovvero pensare a cosa l’azienda fa e meno a come la marca è. Se sei una compagnia assicurativa, la tua personalità è necessariamente prudente? Non è detto, al contrario potrebbe essere addirittura impavida. Attenzione allora a non banalizzare la riflessione circoscrivendola alla tipologia di attività che l’azienda svolge. Immergiamoci più in profondità per conoscere davvero da vicino i tratti unici e distintivi della personalità della nostra marca.

Le domande

Sono tantissime le domande utili a conoscere l’identità di marca e idealmente noi le abbiamo raggruppate in tre categorie principali:

  1. Com’è il brand? Qui dentro mettiamo tutti i tratti propri del carattere e della personalità, gusti e preferenze, stile e anima. Immaginiamoci la marca come una persona e visualizziamo com’è vestita, come porta i capelli, che tipo di orologio indossa, com’è lo stile della sua casa, che musica ascolta, cosa legge, cosa guarda in TV, che auto guida… A questo punto sapremo dire se la marca è classica o moderna, sobria o eccentrica, spontanea o raffinata, seria o divertente, …
  2. Come si muove il brand nel mondo? Qui confluiscono le caratteristiche identitarie che descrivono il modo in cui il brand si approccia alla realtà, reagisce agli eventi, si comporta nei vari contesti che lo vedono in azione. Guardiamo la marca e il suo agire e chiediamoci: è guidato più dalla pancia o più dalla testa? Pondera ogni situazione e valuta con attenzione le conseguenze di ogni possibile scelta oppure asseconda il moto dell’istinto e sfodera il coraggio di salire al volo sul treno delle occasioni? Usa l’immaginazione per prefigurarsi nuovi scenari verso cui volare oppure ha i piedi più adesi alla terra? Queste sono solo alcune delle domande alle quali cerchiamo risposta.
  3. Come interagisce il brand col pubblico? A questo gruppo di domande corrispondono i tratti di personalità descrittivi di come il brand entra in relazione con le persone, sia interne all’azienda ma soprattutto esterne. Adotta un comportamento convenzionale oppure rompe le regole delle convenzioni sociali? Come risponde il brand a richieste, critiche, opinioni divergenti? Sembra di conoscerlo da sempre o mantiene attorno a sé un alone di mistero? È per tutti oppure è più esclusivo? Di fronte al successo, alza le braccia per sostenere la squadra o per esultare del proprio primo posto?

Le risposte

Sappiamo bene che non è così facile trovare le risposte a tutte queste domande. Per questo organizziamo degli incontri-laboratori in cui tutto questo diventa un percorso facilitato e molto piacevole. Per non dilungarci troppo, te lo raccontiamo qui.