Errare humanum est, dicevano i latini. Fa parte dell’imperfetta natura umana, eppure facciamo parecchia fatica a concederci indulgenti di sbagliare, intrappolati sempre più nel giogo della società della performance. Scrolliamoci di dosso la paura di sbagliare e, anzi, impariamo a farlo!

Gli errori hanno un prezzo, certo, ma sono impagabile fonte di conoscenza. Con gli errori si cresce e si evolve. La saggezza degli antichi proverbi ce lo dice a chiare lettere: sbagliando s’impara.

Sbagliando s’inventa

Nel nostro mondo – quello della progettazione – l’errore vale ancora di più. Sbagliando s’inventa! Ci sono illustri esempi di ottimi prodotti che sono nati da un errore. I Post-it®, per esempio. L’azienda 3M stava testando in laboratorio nuove colle adesive che avrebbero dovuto essere forti e resistenti. Risultato? Un adesivo leggero, che non si fissava in modo permanente alle superfici. Un risultato ben lontano dagli obiettivi di ricerca. Clamoroso errore.
Pochi anni dopo, l’illuminazione: applicare questo adesivo su foglietti di carta rendendoli riposizionabili più e più volte su ogni superficie liscia. Nasce un nuovo modo di comunicare! Clamoroso successo.

sbagliando s'inventa: 3 bidoni dell'immondizia e una lampadina accesa

Bias di conferma

In psicologia esiste un concetto chiamato bias di conferma. Un bias è un pregiudizio cognitivo, ovvero una modalità di pensiero viziata a monte. Il bias di conferma fa sì che siamo inconsapevolmente portati a raccogliere e considerare solo le informazioni che confermano le nostre intuizioni e ipotesi, rifiutando o sminuendo le informazioni contrarie. Il nostro cervello, quindi, filtra le informazioni che invalidano ciò in cui crediamo e si concentra solo su quelle che danno supporto alle nostre convinzioni. Una vera scorciatoia mentale, ma dove ci porta?

Se continuiamo a respingere ciò che contrasta le nostre intuizioni, continueremo a essere fermi allo stesso punto, impedendo di fatto a quelle voci che preferiamo mettere a tacere di portarci verso nuove intuizioni, potenzialmente più forti. Le informazioni disconfermanti sono molto potenti in questo: minano le nostre certezze e pertanto ci costringono a scavare per cercare prove inconfutabili della nostra verità.

Comunque vada sarà un successo

Per dare vita a un progetto davvero solido, dunque, dobbiamo superare questo pregiudizio. Impariamo a cercare di dimostrare che abbiamo torto, che stiamo sbagliando. Potremmo scoprire che:

  • la nostra ipotesi aveva in realtà un fondamento ben più solido di quel che avremmo potuto immaginare, oppure che
  • stavamo davvero sbagliando strada e ora ne abbiamo scoperta una nuova e migliore.

Ne usciremo in ogni caso con in mano un successo: una solida base a supporto della nostra intuizione iniziale oppure nuove e migliori intuizioni che altrimenti non si sarebbero mai sbloccate.

Mi piace pensare che provare a dimostrare che abbiamo torto sia il banco di prova del nostro agire etico in ogni lavoro che facciamo. Guardare in faccia la realtà senza concedere corsia preferenziale a quelle istanze che soddisfano il nostro ego richiede coraggio e dimostra rispetto. E nel fare questo, secondo me, non si sbaglia mai.