Oggi gruppi di bambini mascherati busseranno alla porta del nostro studio: “Dolcetto o scherzetto?”. Siamo pronti: ci siamo premuniti e abbiamo preparato dolciumi, schifezze e caramelle. Questo è Halloween: giornata di mostri, zucche, fantasmi e… paure.

Happy Halloween

Ci sono timori che però ci seguono ogni giorno, non solo ad Halloween, e che letteralmente ci paralizzano, nella vita così come sul lavoro. La cosa bella di avere delle paure, però, è che creano le condizioni per trovare il coraggio di affrontarle e superarle. E la soddisfazione è assicurata.

Non vogliamo fare psicologia spicciola, ma questo tema ci interessa molto, perché ci riguarda tutti da vicino e perché spesso sono proprio i nostri fantasmi a tarpare le ali del successo nella vita professionale.

Il timore di investire

Nel nostro lavoro la paura con cui abbiamo più spesso a che fare è quella di investire sul proprio brand. Specialmente chi lavora da solo o chi ha una piccola attività è spesso restio a investire nella creazione e cura della propria identità visiva. Abbiamo provato a capire le principali ragioni di questo timore e abbiamo scoperto che:

  • Il brand è qualcosa di intangibile, perciò destinare del budget a questo dà la sensazione di sprecare denaro per qualcosa che non porta a un ritorno immediato concreto;
  • È considerata una spesa inutile: è ancora molto radicata la convinzione che la qualità dei servizi/prodotti offerti sia sufficiente per avere successo;
  • Spesso si ha paura a fidarsi perché si pensa che un professionista esterno non possa essere in grado di immedesimarsi nei propri panni;
  • Alcuni sono intimoriti dal fatto che lavorare sul proprio brand significhi anche mettersi a nudo e per i più introversi non è sempre considerato un percorso piacevole.

Superare queste paure e vedere poi i risultati è una soddisfazione grandissima per i nostri clienti e anche per noi. Certo, detto da noi suona un po’ autoreferenziale… facciamo parlare allora direttamente alcuni nostri clienti: leggi le mini-interviste a Matteo, titolare di impresa alimentare domestica, Benedetta, biologa e traduttrice freelance;  Serena, professionista che si occupa di visual merchandising e home staging e Laura, logopedista e titolare dello studio che porta il suo nome.

Ma come si diventa un Brand? E lo scrivo con la B maiuscola di proposito, perché intendo proprio un Brand che faccia la differenza, che sia memorabile, che sappia emozionare e faccia anche un po’ sognare. Ne abbiamo parlato qui: Da o a Brand: da cosa si inizia?

Se il tuo, invece, è già un brand di successo, non avrai allora alcun timore a metterlo alla prova con un piccolo test fai-da-te: corri alla pagina di Check&Go3, scarica il test e mandaci il tuo risultato. È gratis… e non è uno scherzo di Halloween!